Situata
a dodici chilometri dal mare, nell'ultimo tratto della valle dell'Ombrone, Grosseto
è il capoluogo di quella Maremma paludosa ed aspra, per secoli evocatrice
di povertà, di malaria e di abbandono. Di questa terra la città
ha seguito le sorti nel corso dei secoli, a cominciare dalla sua fondazione,
avvenuta nel 1138, quando Innocenzo III vi trasferì la sede episcopale
dalla vicina Roselle, ormai decaduta.
Nel XIV secolo, nonostante il grave degrado ambientale ed economico, il territorio
grossetano fu oggetto delle mire espansionistiche di Siena, che lo conquistò
nel 1337. L'avvento del potere mediceo nel 1559 portò le prime opere
di bonifica del territorio e la definitiva fortificazione della città,
ma fu soltanto coi Lorena, nei secoli XVIII e XIX, che il risanamento fu condotto
in modo massiccio ed efficace, per essere definitivamente completato soltanto
nei primi decenni del Novecento.
L'aspetto complessivamente moderno di Grosseto, dovuto in parte ai gravissimi
danni subiti nell'ultimo conflitto mondiale, conserva un nucleo antico interessante
all'interno delle belle mura medicee cinquecentesche.