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© Edimedia di F. Filippi e C. Sas.
Una distesa di tetti rossi che si adagia su tre colline tufacee, dalla quale emergono le due sagome imponenti e fiere del Duomo e del Palazzo pubblico: così appare Siena dalle valli dell'Elsa e dell'Arbia, le sue porte naturali.
Un dedalo spiraliforme di strade medievali, ai bordi delle quali si allineano palazzi sfolgoranti di austera eleganza, costruiti nell'epoca felice e florida in cui si era andato formando quel particolare tratto dello stile gotico peculiare della città: questa l'essenza di un tessuto urbano cui lo stratificarsi dei secoli non ha sottratto organicità e coesione. Gotica fu anche la più genuina pittura senese, espressiva e tenera, curatissima fino ad imitare la miniatura.
Città di contrasti e di passioni, irriducibile rivale ghibellina della Firenze guelfa, Siena è anche terra di santi e di tradizioni solidissime. È qui che è nata ed è ancora oggi venerata Caterina, santa e mistica fra le più popolari, è qui che le donne risposero con feste e balli all'assedio estenuante di Carlo V del 1554, è qui che le 17 contrade, gli antichi quartieri della città, vivono tutto l'anno nella trepidante attesa dei giorni del Palio, quella sfrenata corsa di cavalli che dal XIII secolo infuoca gli animi dei senesi e costituisce l'inalterabile punto di riferimento della loro identità.

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