Una
distesa di tetti rossi che si adagia su tre colline tufacee, dalla quale emergono
le due sagome imponenti e fiere del Duomo e del Palazzo pubblico: così
appare Siena dalle valli dell'Elsa e dell'Arbia, le sue porte naturali.
Un dedalo spiraliforme di strade medievali, ai bordi delle quali si allineano
palazzi sfolgoranti di austera eleganza, costruiti nell'epoca felice e florida
in cui si era andato formando quel particolare tratto dello stile gotico peculiare
della città: questa l'essenza di un tessuto urbano cui lo stratificarsi
dei secoli non ha sottratto organicità e coesione. Gotica fu anche la
più genuina pittura senese, espressiva e tenera, curatissima fino ad
imitare la miniatura.
Città di contrasti e di passioni, irriducibile rivale ghibellina della
Firenze guelfa, Siena è anche terra di santi e di tradizioni solidissime.
È qui che è nata ed è ancora oggi venerata Caterina, santa
e mistica fra le più popolari, è qui che le donne risposero con
feste e balli all'assedio estenuante di Carlo V del 1554, è qui che le
17 contrade, gli antichi quartieri della città, vivono tutto l'anno nella
trepidante attesa dei giorni del Palio, quella sfrenata corsa di cavalli che
dal XIII secolo infuoca gli animi dei senesi e costituisce l'inalterabile punto
di riferimento della loro identità.