Arroccata
su un'altura alla confluenza delle valli del Casentino, dell'Arno e della Chiana,
Arezzo evoca ancora oggi in molti suoi tratti il profilo austero della città
dalle case turrite affastellate ai piedi del duomo che Piero della Francesca
aveva riprodotto come immagine di Gerusalemme nella sua opera sublime, La leggenda
della Vera Croce. L'impianto urbanistico medievale ha mantenuto intatta la sua
armonia, tutto raccolto all'interno delle mura trecentesche e intercalato da
esempi ammirevoli di grandi edifici romanici e gotici.
Centro etrusco di primaria importanza, capace di produrre capolavori come la
celebre Chimera bronzea, poi città romana ricca e potente, nel Medioevo
fu fiera avversaria ghibellina della Firenze guelfa, alla quale dovette sottomettersi
nel 1384. Smagliante fucina di artisti nel Quattrocento, Arezzo dette i natali
a Vasari agli inizi del Cinquecento, secolo in cui vide il proprio assetto architettonico
subire consistenti modifiche legate all'affermazione dei Medici, che potenziarono
i sistemi difensivi abbattendo molti antichi edifici pubblici e privati.