Città
di splendori artistici e di glorioso passato, ariosa e ridente malgrado la solenne
imponenza dei suoi monumenti, Pisa si dispone lungo l'ampia e scenografica curva
formata dall'Arno nel suo ultimo tratto.
La magnificenza dei suoi monumenti è immagine di quella economica e politica
che la città conobbe dall'XI al XIII secolo, quando la sua potenza marittima
era al culmine. Per lunghi anni la Repubblica marinara di Pisa tenne saldamente
il dominio del Mediterraneo, incrementando i suoi commerci con quell'Oriente
verso cui trasportava il ferro dell'Elba e il legno dell'Appennino e dal quale
importava spezie e seta, ma anche stilemi architettonici e decorativi che si
sarebbero fusi ad altri di diverse provenienze a formare quello stile particolarissimo
che è il romanico pisano.
La sua fierezza secolare non le bastò per resistere ai fiorentini, acerrimi
quanto antichi nemici, che la conquistarono nel 1406. Il potere mediceo trasformò
e riadattò alle proprie esigenze gli spazi urbani, ma non soffocò
l'alta vocazione culturale della città: Lorenzo il Magnifico riorganizzò
l'università, Cosimo I vi fondò l'ordine dei Cavalieri di Santo
Stefano e Cosimo II nel 1610 fece del pisano Galileo il suo onoratissimo filosofo
ufficiale.